ANNO 16 n° 227
Viterbo, l’Enpa denuncia: “Django ucciso da una fossa di liquami tossici”
L’associazione chiede il sequestro e la bonifica dell’area di Pozzo Ranieri e pene esemplari per i responsabili: “È un pericolo per tutti”
14/08/2026 - 17:19

VITERBO - “Vergogna a Viterbo, Il veleno killer che ha ucciso Django è una minaccia per tutti noi, i nostri figli e per i nostri animali. Ora basta! Trentotto giorni di agonia. Venticinque chili persi. I polmoni devastati dal veleno chimico. Questa è la fine atroce che l'egoismo e l'illegalità umana hanno riservato a Django, un rottweiler di soli due anni e mezzo, letteralmente inghiottito da una fossa di liquami tossici in località Pozzo Ranieri. Questo non è un semplice incidente. Questa è una vergogna inaccettabile che esige una condanna durissima e senza sconti. Siamo di fronte a un atto criminale che fa vomitare per la rabbia e l'indegnità di chi lo ha commesso. Una discarica abusiva di veleni banditi dall'Europa. Nel sangue di Django i primi esami hanno isolato un composto organofosforico. Tradotto: roba chimica pesante, sostanze vietate in tutta l'Unione Europea per la loro estrema pericolosità. Qualche criminale senza scrupoli ha deciso di usare un campo aperto come la propria fogna privata, sversando liquami altamente tossici a cielo aperto, senza una recinzione, senza un cartello, nel silenzio più totale”.

“Chi ha scaricato quel fango assassino sapeva perfettamente cosa stesse facendo. Ha avvelenato la terra e ha ucciso un animale innocente solo per risparmiare sui costi di smaltimento o per criminale negligenza agricola. Una bomba ecologica a due passi dai bambini. L'indignazione deve trasformarsi in una pretesa assoluta di sicurezza. Questa non è solo la tragedia della famiglia di Django. Questo è un pericolo pubblico immediato e terrificante. Il proprietario del cane, sceso nella fossa per salvarlo, ha respirato i vapori chimici e ha vomitato per tre giorni. Questo è il livello di tossicità di quella melma”.

“Bambini a un passo dal pericolo: Quella fossa della morte si trova ad appena 300 metri da un campo estivo. Ogni giorno decine di bambini giocano a pochissima distanza da quel veleno chimico. È agghiacciante pensare che al posto di Django ci sarebbe potuto finire anche un bambino. Omertà e silenzio intollerabili: Chiunque sappia qualcosa o abbia visto movimenti sospetti in quella zona ha il dovere morale di parlare. Chi tace è complice di questo scempio. Caccia ai responsabili: vogliamo pene esemplari. L'avvocato della famiglia ha chiesto il sequestro preventivo e la bonifica immediata dell'area. Ma non basta. La Procura e i Carabinieri Forestali devono rivoltare quel terreno e trovare i colpevoli. Non vogliamo le solite lungaggini burocratiche o le sanzioni farsa che finiscono nel nulla. Chi ha ridotto Pozzo Ranieri a una discarica chimica deve pagare e deve subire il carcere. Giustizia per Django significa ripulire la nostra terra da questi parassiti che avvelenano la vita per profitto”.

 

 

ENPA Sezione di Viterbo e Provincia






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